SUONI DI PRIMAVERA L’Orchestra del Centro Musicale Suzuki 15.05.22 Firenze

Promo IG e FB 15.05.22Musica PER l’Ospedale 2022

domenica 15 maggio ore 10.30

Auditorium Ottone Rosai

SUONI DI PRIMAVERA

Orchestra del

Centro musicale Suzuki di Firenze

Virginia Ceri, Andrea Tavani, Francesca Profeta,

Elisabetta Sciotti, Francesca Giovannelli, Emiliana Sessa,

Chiara Coppola, Elisa Magni, Ginevra Tavani, docenti

Musiche di Bach, Schumann, Paganini, Beethoven, Händel

IL CENTRO MUSICALE SUZUKI DI FIRENZE Il Metodo Suzuki è arrivato in Toscana ad opera di Virginia Ceri nel 2003. Dopo i primi entusiasmanti risultati, Virginia ha incitato un gruppo di musicisti a intraprendere la formazione, incoraggiandoli e sostenendoli fino alla creazione del Centro Musicale Suzuki di Firenze, che nasce da una necessità comune di condividere filosofia e Metodo del grande didatta giapponese. Ai primi violinisti si sono aggiunti, violoncellisti, flautisti, arpisti, pianisti e violisti fino a formare la più grande scuola Suzuki in Italia. Il Centro Musicale Suzuki di Firenze ha tre orchestre che, unificate e al completo, superano i 170 strumentisti. I nostri ragazzi hanno suonato alla Reggia di Caserta, al Parco della Musica di Roma, nelle città di Lucca, Arezzo, Livorno, Prato, Grosseto. A Firenze si sono esibiti all’Arengario e al Salone dei 500 di Palazzo Vecchio, all’Aula Magna dell’Ospedale di Careggi, all’Ospedale pediatrico Meyer per A.Gi.Mus., alla Sala Vanni, Chiesa di Ognissanti, San Miniato al Monte, Santo Spirito, alla Certosa di Firenze. Hanno suonato per il Convegno Mondia
le di Torino del 2006, al Teatro Verdi e al Mandela Forum di Firenze per il primo Convegno Nazionale Metodo Suzuki dell’aprile 2009. Per la XIV Convention Mondiale Suzuki dell’aprile 2013 hanno suonato ai concerti finali di Matsumoto, in Giappone, dopo essere stati selezionati tra 5500 ragazzi provenienti da tutto il Mondo. Hanno partecipato ai concerti della Convention Europea Suzuki 2015 e Davos e Lugano (Svizzera), nel 2017 alla Royal Albert Hall di Londra, nel 2018 a Lyon, Francia, al II Convegno Nazionale Suzuki 2016 a Cuneo, al Suzuki Graduation Concert di Caserta nell’ottobre 2018. Nel 2019 e nel 2020 si sono esibiti al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino su invito dell’allora Sovrintendente Cristiano Chiarot. L’Orchestra ha registrato un importante evento streaming per Toscana TV, tramesso durante le festività pasquali. Hanno inoltre partecipato alla Rassegna Inverno Fiorentino 2020, con un concerto streaming in collaborazione con A.Gi.Mus. Firenze. 

Il Centro Musicale Suzuki di Firenze è convenzionato con il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze. Altre attività del CMSF sono i corsi pre-accademici ed i corsi di formazione di violino tenuti dal Suzuki Violin Teacher Trainer ESA Virginia Ceri, per i professori che si vogliono abilitare nell’insegnamento del Metodo Suzuki.

IL METODO SUZUKI 

(testo di Virginia Ceri)

Il reale motivo della venuta in Occidente di Shinichi Suzuki, fondatore dell’omonimo metodo, era quello di comprendere il vero significato dell’Arte, risposta che sperava di trovare nell’Europa degli anni ’20 – ’30. A Berlino egli non solo studiò violino con Karl Klingher, allievo di Joachim ed affermato violinista e insegnante, ma divenne intimo amico di Albert Einstein e conobbe le nuove idee sull’educazione dei bambini che si stavano diffondendo grazie alla generazione di Maria Montessori e Jean Piaget.
La sintesi di questo “apprendimento”, avvenuto in un ricco e variegato panorama culturale, si riassunse alla fine nella sua frase: “L’arte non è qualcosa che sta sopra o sotto di me, l’arte è legata alla mia essenza più profonda”.

Questa profondità d’indagine, la ricchezza della cultura musicale europea e la messa a punto di nuovi e rivoluzionari metodi educativi in cui il bambino diventava soggetto, dunque, furono il fertile terreno da cui, grazie a quel lungimirante e intraprendente didatta che era Shinichi Suzuki, nacque il “Metodo Suzuki”. È un fatto che il repertorio appreso dagli studenti del metodo Suzuki, dai pezzi più semplici fino ai brani da concerto, si rifà interamente al patrimonio compositivo barocco o romantico dell’Europa, principalmente a quello della Germania, dell’Italia e della Francia. Nel suo libro Suzuki fa riferimento a Pablo Casals e ad altri artisti esecutori europei come modelli di studio per gli studenti, intendendo sottolineare l’importanza di una corretta imitazione del suono e di un buon dominio tecnico nel momento in cui si muovono i primi passi nell’esecuzione strumentale.

Suzuki aveva compreso che proprio “l’imitazione” è alla base del processo d’apprendimento umano nei primi stadi della vita e, attraverso il metodo che egli chiamò “della lingua madre”, dimostrò che si poteva insegnare ad un bambino così come gli si insegna a parlare: niente di più ovvio, eppure niente di più straordinariamente rivoluzionario per quei tempi in cui il gran maestro giapponese ideava e codificava il metodo. Come, infatti, un bambino impara a parlare ascoltando e ripetendo continuamente le parole dette infinite volte dai genitori, così impara a suonare ascoltando e ripetendo continuamente un frammento musicale, un ritmo, una melodia che gli stessi genitori, “addestrati” dall’insegnante, gli proporranno nel corso della giornata affinché gli risultino familiari.

Poiché la musica sarà a questo punto entrata a far parte in modo del tutto naturale della vita del bambino e della sua famiglia, diventerà per loro “metodo di vita”, attraverso il quale verrà costruito il carattere, si coltiverà il buon gusto, si svilupperanno le buone maniere, si imparerà ad entrare in relazione con gli altri rispettando le regole, ma anche affinando la sensibilità; soprattutto si troverà’ in essa quella compagnia che non verrà mai meno, ancor più se si sarà in grado di suonare uno strumento.
Inoltre, attraverso l’inserimento nei gruppi di ritmica prima e d’orchestra poi, il bambino (con i suoi genitori) si potrà confrontare costantemente con i suoi compagni, imparando a capire in modo concreto il proprio ruolo all’interno di un gruppo, il proprio stile particolarissimo, la propria capacita’ di stare e di fare con gli altri senza rinunciare ad essere, come direbbe Suzuki, “profondamente se stesso”. Elevato obiettivo questo, ma come dicono gli orientali: “Bisogna mirare alla luna per colpire l’aquila”. In queste poche e significative parole ritroviamo tutto lo spirito delle scuole Suzuki: massimo impegno di tutti (allievi, genitori, insegnanti) per perseguire i livelli di studio e preparazione e l’ingresso nell’orchestra, che è la grande ambizione di tutti i bambini.
Nella nostra scuola in tutti questi anni più di 2.000 bambini hanno iniziato a suonare violino, viola, violoncello, arpa, flauto o pianoforte.

Dai testi di Shinichi Suzuki:
“L’uomo è figlio del suo ambiente”
“Se un bambino non sente parlare non saprà parlare”
“Nessun uccellino ha imparato a cantare leggendo”
“Il talento è comune a tutti; non lo è invece un ambiente favorevole”
“Un orecchio musicale può essere sviluppato soltanto con l’ascolto”
“Il talento si sviluppa e cresce con l’esercizio”
“Non hai bisogno di studiare il giorno in cui non mangi”
“La disciplina non ostacola la creatività; essa rappresenta invece un aiuto per realizzare la propria libertà artistica”
“Grazie alla pratica continua, l’abilità si acquisisce naturalmente e contribuirà alla formazione dell’individuo”
“Il tempo che il genitore ha dedicato al proprio figlio nella disciplina strumentale sarà per entrambi un prezioso ed insostituibile regalo per tutta la vita”

PER APPROFONDIRE il link: https://www.orchestradellatoscana.it/il-metodo-suzuky/