CAMBIO PROGRAMMA: il Duo Zanobini-Kuen il 31/12 per Inverno Fiorentino 2020

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Post IG e FB 31 dicembre IF 20

Cambio di Programma per la Rassegna on line

PERCORSI MUSICALI DI NATALE

di A.Gi.Mus. Firenze. 

In concerto il 31 dicembre sul canale you tube di A.Gi.Mus. Firenze il Duo di viole formato da Stefano Zanobini e Hildegard Kuen. 

L’evento si svolge al Museo Stibbert e verrà trasmesso alle ore 18.00

In programma musiche di Cambini, Nardini e Mozart

Il link per accedere al canale YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UC7ZksYP7wWQE6tZX4NoQAhQ

L’evento fa parte del programma di #InvernoFiorentino 2020.

Il Programma di sala in formato PDF: Sala 31.12.2020

Stefano Zanobini é Prima Viola dell’ORT Orchestra della Toscana. 

Cresciuto musicalmente con Piero Farulli, violista del mitico Quartetto Italiano, si é specializzato con Hanns Kohlhase, Nobuko Imai, Hatto Beyerle, Antonello Farulli, frequentando corsi di Jury Bashmet, Wolfram Christ e, per la musica da camera, con Alexander Lonquich e Jordi Savall. 

Si é esibito come solista nella Sinfonia Concertante di Mozart, nel Doppio Concerto di Britten (prima esecuzione italiana), nelle Tre Arie per viola e orchestra di Mansurian (prima esecuziona italiana). 

Fondatore dell’Ensemble Alraune, col quale registra regolarmente per NovAntiqua Records, affronta sia il repertorio barocco e classico con strumenti originali che quello romantico e moderno. Inoltre si é esibito in concerto con Andrea Lucchesini, Maxim Vengerov, Andrea Tacchi, Lorenza Borrani, Hansjörg Schellenberger, Anna Fusek e con membri del Quartetto Prometeo, del Quartetto di Cremona, del Quartetto Lyskam. 

Interessato nella ricerca filologica, suona regolarmente viola, viola d’amore e violino in ensemble barocchi. 

Ha ricoperto il ruolo di prima viola nella Filarmonica della Scala, nell’Orchestra del Teatro d’Opera di Norinberga, nell’Orchestra Giovanile Italiana e di viola di fila nei Bamberger Symphoniker, nell’Orchestra Sinfonica della Accademia di Santa Cecilia e nella European Union Youth Orchestra. 

Convinto dell’importanza della musica per la crescita del civismo é profondamente impegnato nell’educazione alla musica e alla sua diffusione. É Presidente dell’Associazione Culturale Giotto in Musica, preparatore di ÂME Amatenur Music Ensemble presso la Scuola di Musica di Fiesole, promuove la diffusione della musica toscana del Settecento e della musica negata dal regime nazista. 

Hildegard Kuen é violista del Quartetto Euphoria, quartetto d’archi impegnato nel teatro comico-musicale col quale si è esibita in TV per RaiUno, Canale5, Sky Comedy Central e con artisti di fama quali la Banda Osiris, Stefano Bollani, Schin, il duo Petra Magoni – Ferruccio Spinetti, Max Gazzé, Justin Hayward die Moody Blues. 

Ha studiato viola a Norinberga con Hanns Kohlhase e, successivamente, ha seguito corsi di perfezionamento di quartetto con Christian Teztlaff e Piero Farulli e di musica antica con Enrico Onofri, Jordi Savall, Luca Giardini e Fabio Bonizzoni. 

Dopo le esperienze giovanili come prima viola nella Junge Deutsche Philharmonie e come viola di fila nella European Union Youth Orchestra ha all’attivo concerti con i Münchner Philharmoniker, la Filarmonica Toscanini, l’Orchestra di Santa Cecilia, l’Orchestra della Toscana, sotto la direzione di Levine, Ashkenazy, Mehta, Maazel, Inbahl, Gelmetti, Tielemann, Barshai, Pappano, etc. 

Fondatore dell’Ensemble Alraune, col quale registra regolarmente per NovAntiqua Records, affronta sia il repertorio barocco e classico con strumenti originali che quello romantico e moderno. 

MUSEO STIBBERT http://www.museostibbert.it

Il Museo deve la sua esistenza ad un uomo straordinario, Frederick Stibbert (1838-1906), di padre inglese e madre italiana, nato a Firenze ma educato in Inghilterra. Proveniva da una famiglia di militari: il padre colonnello delle prestigiose Coldstream Guards, il nonno governatore generale del Bengala, India, da dove ebbe inizio la ricchezza della famiglia che il giovane Stibbert ereditò appena ventenne. Dedicò presto la sua attenzione alla collezione per la quale egli stesso creò, sul colle di Montughi, un museo. “Il mio museo”, come egli lo chiamò, “che mi costa ingenti somme di denaro, tante cure e fatiche”, aggiunge nel suo testamento. Alla sua morte egli lasciò il Museo alla città di Firenze. Il Museo è ora gestito da una Fondazione, istituita per volontà testamentaria di Stibbert stesso. Egli lasciò tutto il suo patrimonio museale in prima istanza alla Nazione Britannica, e in caso di rinuncia alla Città di Firenze che subentrò infatti al primo legatario. Gli obblighi, puntualmente assolti, erano di mantenere le collezioni nel luogo e negli ambienti per loro pensati e di aprire il Museo al pubblico per la conoscenza degli studiosi e l’educazione dei giovani. La villa stessa è un importante esempio del fantasioso stile ottocentesco, e vi lavorarono alcuni fra i migliori artisti fiorentini dell’epoca, come l’architetto Giuseppe Poggi, i pittori Gaetano Bianchi e Annibale Gatti che eseguirono numerosi affreschi, e lo scultore Augusto Passaglia. In un tripudio di sale neo-gotiche, neo-rinascimentali, eccetera, è disposta la collezione di più di 50.000 pezzi, forse il più importante esempio di museografia ottocentesca in città, con i più svariati oggetti d’arte dai dipinti alle armature, dalle porcellane agli arredi antichi, dai ventagli ai bottoni. La sezione più impressionante delle collezioni è sicuramente quella delle armature, unica per ricchezza, internazionalità e scenograficità dell’esposizione, ci sono quasi 16,000 pezzi di varie epoche, provenienti per la maggior parte dal centro Europa; ci sono alcuni esemplari di area balcanica, altri di provenienza sarda e pezzi provenienti dal Medio Oriente e dal Giappone. La raccolta presente nel Museo è in prevalenza del genere da caccia, passione di Frederick Stibbert. In numerose sale decorate appositamente sfilano come in un ipotetico corteo cavalieri italiani e tedeschi con il completo corredo di armamenti, risalenti per lo più al Cinque e Seicento. I cavalieri turchi ottomani, sistemati in una magnifica sala decorata con incrostazioni moresche, risalgono al XVI secolo, mentre i pezzi della collezione indiana risalgono al periodo fra il XVI e XVII secolo. Custodisce anche una collezione giapponese, la più grande al mondo fuori dal Giappone, con katana e scenografiche armature appartenute agli ultimi samurai e acquistate sul finire dell’Ottocento. Il museo custodisce anche una raccolta di favole, volumi di poesia, canzoni e calendari giapponesi di Takejiro Hasegawa. Fra le opere di pittura presenti nel museo si segnalano dipinti di Sandro Botticelli, Carlo Crivelli (Due santi dal Polittico del Duomo di Camerino, 1490 circa), Domenico Beccafumi, Luca Giordano, Alessandro Allori, Pieter Brueghel il Giovane, Neri di Bicci e Pietro Lorenzetti. Fra le altre collezioni di grande pregio merita una menzione il mobilio antico, con numerosi cassoni risalenti al Quattrocento, vetrine e tavoli del Settecento e un pregevole tavolo in malachite. Fastose sono le tappezzerie in scuoio, uno degli aspetti tipici della villa. Una sala ospitava la più antica collezione di bandiere del Palio di Siena risalenti alla metà del XIX secolo, drappeggiate al soffitto.

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