7 MAGGIO: Livorno, I Cameristi del Centro Musicale Suzuki di Firenze in concerto

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A.Gi.Mus. Firenze e Azienda USL Toscana Nord Ovest

con il sostegno di FONDAZIONE LIVORNO

 

OSPEDALI IN MUSICA 2017

VIII stagione concertistica febbraio – maggio

7 maggio, concerto numero 113 – Ospedale di LIVORNO

 

I CAMERISTI

del CENTRO MUSICALE SUZUKI DI FIRENZE

 

QUARTETTO CHIARA

P.I.TSCHAIKOWSKY DANZA DEI MIRLITONI dal balletto ”Lo Schiaccianoci”

J.S.BACH BADINERIE dalla 2° Suite per flauto, archi e b.c.

Flautisti: M° Chiara Coppola, Cecilia Boschi, Amedeo Ferraro, Lorenzo Bochicchio

 

QUARTETTO ANDREA

D.SCHOSTAKOVICH 5 PEZZI PER 2 VIOLINI versione per quartetto di violini

Violinisti: M° Andrea Tavani, Gioele Abbati, Viola Matteoli, Giulio Zanobini

 

QUARTETTO FRANCESCA

F.SCHUBERT MARCIA MILITARE in RE maggiore D.733 n. 1 per 2 pianoforti a 4 mani

L.van BEETHOVEN SONATA op.42 Allegro non troppo, Tempo di Menuetto

Pianiste: M° Francesca Giovannelli, Veronica Tribbioli, Ginevra Garro, Sofia Ciardiello, Sofia Berti

 

O.RIEDING Concertino in stile Ungherese

Medea Fabbri, violino

 

QUARTETTO ELISABETTA

W.A.MOZART QUARTETTO K.156 Presto, Tempo di Menuetto

G.F.HAENDEL BOURREE’, da Wassermusik

M° Elisabetta Sciotti, Niccolò Procacci, Edoardo Bianchi, Fabio Vannucci violini, Riccardo Chiarini violoncello

 

QUARTETTO VIRGINIA

L.BOCCHERINI QUARTETTINO op. 44 n. 4 “La Tiranna spagnola”

Presto, Minuetto

A.DVORAK 3° MOV. DAL QUARTETTO “Americano” op. 96 n.12

M° Virginia Ceri, Michelangelo Nuti, Enea Gueli, Filippo Chellini violini, Cosimo Boschi violoncello.

 

 

Concerto realizzato in collaborazione con il Centro Musicale Suzuki di Firenze

www.scuolasuzukifirenze.com

 

 

IL METODO SUZUKI

Il reale motivo della venuta in Occidente di SHINICHI SUZUKI, fondatore dell’omonimo metodo, era quello di comprendere il vero significato dell’Arte, risposta che sperava di trovare nell’Europa degli anni ’20 – ’30. A Berlino non solo studiò violino con Karl Klingher, allievo di Joachim ed affermato violinista e insegnante, ma divenne intimo amico di Albert Einstein e conobbe le nuove idee sull’educazione dei bambini che si stavano diffondendo grazie alla generazione di Maria Montessori e Jean Piaget.

La sintesi di questo “apprendimento”, avvenuto in un ricco e variegato panorama culturale, si riassunse alla fine nella sua frase: “L’Arte non è qualcosa che sta sopra o sotto di me; l’Arte è legata alla mia essenza più profonda”.

Questa profondità d’indagine, la ricchezza della cultura musicale europea e la messa a punto di nuovi e rivoluzionari metodi educativi in cui il bambino diventava soggetto, dunque, furono il fertile terreno da cui, grazie a quel lungimirante e intraprendente didatta che era Shinichi Suzuki, nacque il “Metodo Suzuki”.

E’ un fatto che il repertorio appreso dagli studenti del metodo Suzuki, dai pezzi più semplici fino ai brani da concerto, si rifà interamente al patrimonio compositivo barocco o romantico dell’Europa, principalmente a quello della Germania, dell’Italia e della Francia. Nel suo libro Suzuki fa riferimento a Pablo Casals e ad altri artisti esecutori europei come modelli di studio per gli studenti, intendendo sottolineare l’importanza di una corretta imitazione del suono e di un buon dominio tecnico nel momento in cui si muovono i primi passi nell’esecuzione strumentale.

Suzuki aveva compreso che proprio “l’imitazione” è alla base del processo d’apprendimento umano nei primi stadi della vita e, attraverso il metodo che egli chiamò “della lingua madre”, dimostrò che si poteva insegnare ad un bambino così come gli si insegna a parlare: niente di più ovvio, eppure niente di più straordinariamente rivoluzionario per quei tempi in cui il gran maestro giapponese ideava e codificava il metodo. Come, infatti, un bambino impara a parlare ascoltando e ripetendo continuamente le parole dette infinite volte dai genitori, così impara a suonare ascoltando e ripetendo continuamente un frammento musicale, un ritmo, una melodia che gli stessi genitori, “addestrati” dall’insegnante, gli proporranno nel corso della giornata affinché gli risultino familiari.

Poiché la musica sarà a questo punto entrata a far parte in modo del tutto naturale della vita del bambino e della sua famiglia, diventerà per loro “metodo di vita”, attraverso il quale verrà costruito il carattere, si coltiverà il buon gusto, si svilupperanno le buone maniere, si imparerà ad entrare in relazione con gli altri rispettando le regole, ma anche affinando la sensibilità; soprattutto si troverà in essa quella compagnia che non verrà mai meno, ancor più se si sarà in grado di suonare uno strumento.

Inoltre, attraverso l’inserimento nei gruppi di ritmica prima e d’orchestra poi, il bambino (con i suoi genitori) si potrà confrontare costantemente con i suoi compagni, imparando a capire in modo concreto il proprio ruolo all’interno di un gruppo, il proprio stile particolarissimo, la propria capacita’ di stare e di fare con gli altri senza rinunciare ad essere, come direbbe Suzuki, “profondamente se stesso”. Elevato obiettivo questo, ma come dicono gli orientali: “Bisogna mirare alla luna per colpire l’aquila”. In queste poche e significative parole ritroviamo tutto lo spirito delle scuole Suzuki: massimo impegno di tutti (allievi, genitori, insegnanti) per perseguire i livelli di studio e preparazione e l’ingresso nell’orchestra, che e’ la grande ambizione di tutti i bambini.

 

 

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