CAREGGI IN MUSICA
24 marzo ore 10.30
ART ET JEUNESSE
Concerto in ricordo del M° Paolo Crispo
con amici e allievi
“Nell’intento del maestro, “Art et Jeunesse” doveva essere un veicolo per far fare esperienza ai giovani e per prefigurare loro quello che poteva essere un aspetto della futura vita professionale. Dalla sua nascita a oggi si sono susseguiti molti “Art et Jeunesse”, con il naturale ricambio di allievi via via che i più grandi si diplomavano e intraprendevano la propria strada. Per molti ragazzi, anche non direttamente suoi allievi, è stata un’esperienza indispensabile per capire le proprie inclinazioni musicali: «il maestro Crispo amava quello che faceva ed era una persona positiva. Dava la possibilità ai giovani di fare esperienza.”
Erika Capanni, violinista
“…Cominciò a collaborare anche con l’ORT come spalla dei secondi e finì per preferire l’impegno con noi rispetto al teatro comunale: era attratto soprattutto dalla prospettiva di fare musica da camera con i gruppi che si andavano formando all’interno dell’ORT; il primo di questi fu “I Solisti dell’ORT”, nato anche grazie all’impulso di Luciano Berio che sosteneva molto quest’idea. Eravamo un gruppo d’archi senza direttore: io ero spalla dei primi, Paolo dei secondi. Suonavamo molto Vivaldi, ad esempio i concerti per più violini, con me, Paolo e Carlo Chiarappa solisti, ma suonavamo anche molto Novecento: le Kammermusik di Hindemith, il Divertimento per archi di Bartók e molto altro. Paolo, oltre ad essere un ottimo violinista, era anche molto scrupoloso e pignolo sul lavoro, prendeva molto sul serio le sue responsabilità di spalla. Diventammo molto amici, anche con le altre prime parti dell’orchestra: si era creato un gruppo particolarmente affiatato e non passava settimana senza che ci trovassimo a casa di qualcuno per una cena o un pranzo tutti insieme con le rispettive famiglie. A volte organizzavamo anche delle sfide calcistiche con esiti disastrosi. (…) Paolo era molto determinato nel portare avanti le sue convinzioni in campo interpretativo, specie per tutto quello che concerneva la prassi esecutiva barocca. Avevamo discussioni anche accese: all’epoca non c’era ancora da parte nostra una attenzione alla filologia e lui era una specie di pioniere nell’ambiente fiorentino.”
Andrea Tacchi, violinista e spalla dell’Orchestra della Toscana
Estratto dalle interviste tratto dalla rivista A TUTTO ARCO, 21.04.2008
articolo e interviste a cura di Daniele Del Lungo




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