Come per il venerabile centenario che festeggia il suo secolo di vita, anche per Careggi in musica è tempo di bilanci. Nonostante li porti proprio bene, cento concerti sono molti, così si lascia andare ai ricordi dei tanti volti e delle tante emozioni che hanno abitato la sua Aula Magna, e si commuove. Proprio questo luogo, infatti, così informale e così insolito per una rassegna musicale è stato teatro di un intenso scambio di energia tra le persone.
Generalmente si pensa che assistere a un concerto significhi sedersi in poltrona, leggere un programma di sala talvolta pedante e magniloquente, spegnere il cellulare e ascoltare passivamente in silenzio; insomma, rispettare una certa distanza. Ma chi conosce Careggi in musica ha partecipato a tutt'altro tipo di evento: la presentazione del programma per voce dei musicisti stessi, il dialogo aperto con il pubblico, la presenza di personalità già affermate come di giovani davvero promettenti, la totale assenza di formalità (Fabio ti ricordi quante volte ci siamo cambiati in corridoio?) fanno di questi appuntamenti un momento di reale condivisione, di cui tanto l'esecutore quanto l'ascoltatore sono protagonisti. Ciò che spesso il pubblico non sa, infatti, è che la sua partecipazione contribuisce direttamente alla creazione musicale, di cui chi suona si fa tramite privilegiato; e com'è difficile d'altra parte caricarsi sulle spalle un uditorio distratto, disinteressato o, peggio ancora, prevenuto. Chissà, forse tutto ciò aiuta finalmente a smitizzare la figura del musicista classico ancora circondato da una patina di inviolabile sacralità, per restituirgli una dimensione più autentica, cioè la sua umanità. Sarebbe impensabile in questa sede soffermarsi su situazioni e persone che si sono susseguite nel corso di tutte queste domeniche. Inevitabile, invece, per il vecchio centenario ringraziare di cuore quel pubblico così interessato, curioso e partecipe, senza il quale la sua musica non sarebbe possibile.
Bernardo Olivotto

Una delle gioie più grandi è sentire che si possono provare emozioni forti non solo in teatri o in grandi sale da concerto. L'esperienza di Careggi è stata ricca e dev'essere un esempio per tutti i musicisti, non c'è niente di più bello che regalare un po' di serenità attraverso la musica.
Marilena Cutruzzulà

Il concerto che ho fatto all'ospedale di Careggi una domenica mattina è stata un'esperienza particolare ed importante perché ha unito tutti noi, in un momento in cui le nostre realtà erano molto diverse e per alcuni sicuramente difficili e faticose. Ha avuto per me un significato speciale perché mi ha permesso di tentare di realizzare lo scopo e il valore più veri della musica: farci gioire e apprezzarne la bellezza , anche quando crediamo di esserne meno capaci e prendere per un momento un po' della sua energia.
Sara Sternieri

Inusuali, inconsueti, all'inizio anche spiazzanti ma estremamente gratificanti, caldi, "umani". Ecco, questi sono gli aggettivi che ci vengono in mente pensando ai nostri concerti organizzati dall' AGIMUS, in particolar modo per "Careggi in Musica", sia per il duo che per l'intero gruppo Whisky Trail di cui facciamo parte. Grazie Luca, grazie Fabio per la bella esperienza e ….una sola speranza ci insegue per il futuro: …..Ripetiamola!!!!
Duo Pietro Sabatini - Vieri Bugli

Ascoltare e fare musica vuol dire sognare, vivere serenamente e spesso anche in allegria; che importa se ciò è limitato nel tempo? Rimane pur sempre il ricordo di quei bei momenti che hanno permesso di dimenticare eventi poco felici.Questo si verifica in qualunque momento della giornata ( al teatro, in piazza, a casa, ecc. ) e particolarmente durante i concerti che si tengono ogni domenica mattina nell'Auditorium di Careggi, e ciò per ovvi motivi. Complimenti quindi agli ideatori ed organizzatori di questo nobile progetto che sta ottenendo molto successo, anche senza eccessiva pubblicità. A nome dei Mandolinisti Fiorentini ( più volte abbiamo suonato ad aula piena ), mi auguro che questi concerti si possano estendere anche in altri ospedali apprezzati a tali fini, per dare ancor più corpo a questa brillante iniziativa.
Franco Gardone (I mandolinisti fiorentini)

Penso che le manifestazioni di Careggi siano un'iniziativa molto interessante e spero che continuino negli anni a venire soprattutto per il calore e l'interesse che dimostrano i pazienti dell'ospedale e gli altri spettatori durante i concerti. A Careggi ho potuto esprimermi in varie vesti (violinista, arrangiatore, voce recitante) realizzandomi nel momento artistico in un ambiente particolare.
Andrea Farolfi

Para nostros es de mucho placer y gusto, hacer conocer la gran labor social - cultural que realizan estos jovenes como lo son A.GI.MUS. como personas excelentes músicos y grandes amigos, como organizadores, de los mejores. Haber conocido a estos muchachos ( A.GI.MUS. ) ha sido una gran oportunidad, ha sido la puerta grande para entrar a Italia. En cada uno del los conciertos, son tantas emosiones, que necesitaria paginas enteras para explicarles que se siente al estar al fruente de un público tan maravilloso y caluroso como lo es Careggi verdaderamente en el auditorio de este famoso hospital Careggi en cada concierto, encoutramos un público fan especial y tan lleno de energia que estando tan lejos de casa, por momentos lo cluidamos y sientimos a estas personas como nuestra familia para nostros la GRAN FAMILIA CAREGGI. Paz y amor para todos.
Lionel Silva (per i Mariachi International)

Quando Luca Provenzani e Fabio Torriti dell Agimus di Firenze chiesero, nel Natale 1998, al Coro Harmonia Cantata e a me come direttore del Coro di realizzare un concerto all'interno dell'Ospedale di Careggi fui immediatamente colto da un senso di ammirazione e di condivisione per un'iniziativa bella da ogni punto di vista. Quando poi realizzammo il concerto a questa sensazione si aggiunse una forte emozione durante e dopo l'esecuzione, un'emozione che si poteva percepire in tutto il coro e che andava oltre all'emozione musicale del concerto.
Forse era l'emozione musicale stessa, ma resa più immediata, più sincera dall'energia del luogo e del pubblico, un pubblico sofferente nel corpo e nello spirito, ma sicuramente molto più vivo e libero di quello che si ritrova normalmente ai concerti. A posteriori potrei sempre trovare motivazioni più o meno intellettuali e morali per questa forte emozione, ma in ogni caso preferisco ritrovarla e riviverla. Per questo credo che se la Musica a Careggi è sicuramente una buona e forte medicina per la sofferenza, anche e forse di più Careggi e il suo pubblico sono un'ottima medicina per la Musica.Io e il Coro abbiamo ripetuto l'esperienza per tutti gli anni successivi e ogni anno l'emozione si è ripetuta. Per questo, a mio nome e a nome del Coro Harmonia Cantata, ringrazio Careggi, il suo pubblico e l'Agimus che ha reso possibile questa esperienza.
Giovan Battista Varoli

La prima impressione entrando nell'aula di Careggi dove si tengono i concerti, è stato un grande senso di squallore che assommato al contesto entro il quale la sala viveva, e parlo dell'immenso ospedale, recava una specie di disorientamento. Tutte le volte che ho tenuto un concerto, se così si possono chiamare i miei interventi di prosa, melologhi e poesie, lo spazio si è animato, e le esperienze vissute là dentro sono state tutte estremamente vive, faticose, nel senso di lavoro duro, e appaganti. Lo spazio alla fine si trasformava, i degenti, gli spettatori apparivano appagati e contraccambiavano la ricchezzaricevuta con intensa partecipazione, e questo è un merito del pubblico che scorda la propria condizione e torna per un po' nel mondo esterno che lo attende, degli interpreti e dell'A.GI.MUS.
Riccardo Massai

L'idea di una stagione musicale,articolata in modo vario ed interessante,ci è sembrata originale e,diremmo, com'è nel nostro stile,decisamente...euphorica! Pensiamo questo nel senso più profondo e antico del termine che,nella sua etimologia greca, riassume più significati: la FERTILITA' dell'iniziativa di aprire le porte del luogo serio per eccellenza(dominato dalle piccole e grandi sofferenze di gente che lotta per il recupero della propria salute o di quella dei propri cari) allo scopo di "seminarvi" ottimismo; l'ABBONDANZA di situazioni , le più disparate, principalmente musicali ma anche un po' teatrali (in sostanza, da "vedere" , come abbiamo scelto di fare col nostro quartetto e come abbiamo visto fare anche da altri complessi che hanno partecipato all'iniziativa dell'Agimus. La testimonianza di tante persone che col sorriso ancora ricordavano, dopo tanti giorni dal nostro concerto, di aver trascorso un'ora di gioia e di aver ricevuto una carica di energia in tutti questi appuntamenti domenicali crediamo sia la risposta più gratificante per noi musicisti.
Quartetto Euphoria

A.GI.MUS. ha dato a noi, non musicisti, l'occasione di condividere l'emozione della musica partecipando attivamente al successo dei 100 e speriamo presto 1000 concerti.
Grazie.
Carlo, Enrico, Gino (Servizi tecnici)

Quando ho incontrato per la prima volta "Careggi in Musica", la manifestazione che oggi arriva al suo Centesimo Concerto era già attiva da più di due anni; già aveva un nome ed una fama, e la gioia che portava nella Città Ospedaliera, sede riconosciuta del dolore della malattia, non era passata inosservata. E sebbene io sia un parvenu nell' organizzazione dei Concerti di Careggi, il recente e modesto apporto che ad essi ho dato mi rende orgoglioso e partecipe della continuazione, che spero lunga, di questa suadente Musa dei degenti.
Matteo Lorenzini (Segreteria A.Gi.Mus.)

Personalmente apprezzo moltissimo la possibilità riascoltare musica in un ambiente raccolto e particolare qual è quello dell'Aula Magna della Clinica Medica, ambiente che favorisce un approccio assolutamente informale ed amichevole tra il pubblico e gli ottimi interpreti che via via si esibiscono. Da appassionato fruitore di tutta la buona musica, apprezzo inoltre nell'A.Gi.Mus. la volontà di dedicare spazio anche ad altri generi musicali che non siano esclusivamente quelli della musica classica propriamente detta. Nella oramai famosa esecuzione, per esempio, delle "più belle colonne sonore da film", da parte dell'Orchestra dei Solisti di Fiesole, ho ammirato il grande senso ritmico nonché la completa aderenza alla modernità, elementi che solo pochi anni fa sarebbe stato difficile riscontrare in musicisti di estrazione classica. Un invito, pertanto, almeno da parte mia, di proseguire per il futuro con esperienze similari.
Mario Frangini (Responsabile delle registrazioni audio)

La manifestazione Careggi in Musica è stata, ormai più di un'anno fa, una scoperta deliziosa.Siete riusciti a dare una bellissima opportunità unendo la bravura e la professionalità degli interpreti alla facilità di fruizione della musica, esperienza penso unica a Firenze.Apprezzo soprattutto la bellissima parte introduttiva importante per chi come me è appassionata di musica ma purtroppo ha anche tante lacune da colmare.
Patrizia P.

E' tempo trascorso molto piacevolmente. Non ho critiche da fare, ma l'intervallo è necessario per il rispetto dell'artista che può essere stanco e, come è un piacere per noi ascoltare, dev'essere per lui suonare…
Anna V.

Che ne penso della manifestazione? Bellina, un po' di vita nell'ospedale!
Giovanni B.

Molto interessante e piacevole. Tira su il morale ai malati per farci dimenticare per un attimo il dolore, i pensieri, le preoccupazioni.
Barbara P.

Encomiabile! Una iniziativa grande e intelligente come chi la organizza.Suggerirei di insistere nell'attuale semplicità di presentazione ed esposizione dell'iniziativa.
Anna Maria B.

Penso che la manifestazione sia ottima! Grazie A.Gi.Mus.! spero che sia sempre più fitta di nomi e impegni.
Giovanni C.

Ottima iniziativa, anche per trascorrere qualche ora più allegra.Bisognerebbe svolgere queste manifestazioni più spesso ed in locali più grandi, se possibile.
Cristina A.

Favolosa! Finalmente concerti la domenica mattina, molto più comodi di quelli dopo cena, e di qualità! Abito nel viale Giannotti, quindi devo prendere due bus, ma va benissimo, ne vale la pena! Visto che l'aula è strapiena, perché non utilizzare, per esempio, l'Aula Magna della Facoltà qui a Careggi?
Anna M.

Per me è una splendida maniera di iniziare la giornata domenicale e la settimana lavorativa…iniziativa apprezzabilissima! Gli organizzatori sono stati capaci di dosare i vari aspetti della musica, quindi di aprire il pubblico ai vari generi musicali. Grazie!
Maria C.

Lodevole iniziativa per diffondere la cultura musicale. Ci auguriamo che queste manifestazioni continuino indefinitamente!
GianCarlo e Mosella B.

Careggi in Musica è il massimo - un'iniziativa altamente umanitaria, intelligente, professionalmente meritoria sia per i contenuti sia per gli esecutori. Mi è difficile trovarvi difetti!
Franco G.

La musica è respiro dell'anima e medicina del corpo. Le iniziative proposte a Careggi, grazie alla sensibilità del prof.A.Gi.Mus. Sede di Firenze - Grande festa del centesimo concerto Gensini ed alla valida collaborazione dell'Associazione Giovanile Musicale sono, a mio avviso, un'esperienza unica nel suo genere.Un'ora di ascolto ddi musica fa dimenticare il dolore e rende tutti partecipi. Il pubblico esternointerviene sempre più numeroso e condivide con allegria i momenti dedicati alla musica. Il malato deve essere sostenuto non solo nei suoi bisogni materiali, di cure e di assistenza, ma anche aiutato ad affrontare la sua malattia con dignità e coraggio. La musica può far questo. La musica non toglie il dolore, ma attenua la sofferenza. La mia posizione di spettatrice mi ha permesso non solo di gustare la bravura dei giovani musicisti ma anche il valido apporto che questo tipo di iniziative dà all'intero tessuto sociale, rallegrando le persone che soffrono con improvvisazioni, scketch fuori dal canone prescritto. Io personalmente ho scoperto gli incontri di A.Gi.Mus. un anno fa e sono molto lieta di aver conosciuto persone così sensibili e così brave ed organizzate che ringrazio infinitamente.
Fiorenza Mirna